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Abbazia di Santa Giustina

Abbazia Santa Giustina

L'Abbazia di Santa Giustina venne fondata dal re Liutprando verso l'anno 722 in occasione del suo viaggio a Pavia per la traslazione del corpo di S. Agostino.

Secondo la tradizione, la fondazione è da attribuirsi ad un miracolo avvenuto durante il viaggio: Liutprando, devoto cristiano, in prossimità di Sezzadio, volle riposare sotto un albero che si trovava dove ora sorge l'Abbazia di Santa Giustina. Poiché Liutprando portava con sé le reliquie di S. Giustina in una pisside, per poter riposare la mise sopra un ramo dell'albero. Quando si risvegliò, la pisside iniziò a spostarsi di ramo in ramo: Liutprando decise, quindi, di edificare l'Abbazia in onore di S. Giustina deponendovi le sue reliquie.

L'Abbazia fu poi ristrutturata ed affidata ai benedettini all'inizio dell'XI secolo dal marchese Ottoberto.

Durante l'epoca napoleonica, l'Abbazia venne trasformata in granaio. Nel 1863 il complesso fu acquistato dal senatore Frascara che iniziò il recupero della chiesa. Nel 1956 prese inizio un'ulteriore opera di restauro della chiesa.

Il complesso conventuale, come appare oggi, è formato dalla chiesa, da una villa e da alcuni edifici rurali.

La chiesa si presenta severa e suggestiva, nelle forme dell'XI secolo, con prospetto in cotto scandito da lesene e da archetti pensili.

Il maestoso interno, a tre navate, conserva le decorazioni ad affresco di scuola lombarda dei secoli XIV e XV. Nell'abside sinistra si trovano le storie della Vergine di metà Trecento, mentre nell'abside mediana si notano scene della Passione ed un Giudizio Universale dei primi del Quattrocento.

La cripta, molto suggestiva, risale al tempo di Liutprando. È divisa in tre navate tramite basse ed eleganti colonnine; sul pavimento a mosaico un'iscrizione ricorda Ottoberto, "riparatore della chiesa".

Il campanile dell'VIII-IX secolo è stato inglobato nell'XI secolo.

L'Abbazia di Santa Giustina venne fondata dal re Liutprando verso l'anno 722 in occasione del suo viaggio a Pavia per la traslazione del corpo di S. Agostino.

Secondo la tradizione, la fondazione è da attribuirsi ad un miracolo avvenuto durante il viaggio: Liutprando, devoto cristiano, in prossimità di Sezzadio, volle riposare sotto un albero che si trovava dove ora sorge l'Abbazia di Santa Giustina. Poiché Liutprando portava con sé le reliquie di S. Giustina in una pisside, per poter riposare la mise sopra un ramo dell'albero. Quando si risvegliò, la pisside iniziò a spostarsi di ramo in ramo: Liutprando decise, quindi, di edificare l'Abbazia in onore di S. Giustina deponendovi le sue reliquie.

L'Abbazia fu poi ristrutturata ed affidata ai benedettini all'inizio dell'XI secolo dal marchese Ottoberto.

Durante l'epoca napoleonica, l'Abbazia venne trasformata in granaio. Nel 1863 il complesso fu acquistato dal senatore Frascara che iniziò il recupero della chiesa. Nel 1956 prese inizio un'ulteriore opera di restauro della chiesa.

Il complesso conventuale, come appare oggi, è formato dalla chiesa, da una villa e da alcuni edifici rurali.

La chiesa si presenta severa e suggestiva, nelle forme dell'XI secolo, con prospetto in cotto scandito da lesene e da archetti pensili.

Il maestoso interno, a tre navate, conserva le decorazioni ad affresco di scuola lombarda dei secoli XIV e XV. Nell'abside sinistra si trovano le storie della Vergine di metà Trecento, mentre nell'abside mediana si notano scene della Passione ed un Giudizio Universale dei primi del Quattrocento.

La cripta, molto suggestiva, risale al tempo di Liutprando. È divisa in tre navate tramite basse ed eleganti colonnine; sul pavimento a mosaico un'iscrizione ricorda Ottoberto, "riparatore della chiesa".

Il campanile dell'VIII-IX secolo è stato inglobato nell'XI secolo.

La chiesa Parrocchiale

La chiesa parrocchialeLa costruzione dell'attuale Chiesa Parrocchiale di Maria Immacolata, in stile gotico fiorito, iniziò nel 1897, nel giorno della festa del Patrocinio di S. Giuseppe, in quanto due anni prima l'Amministrazione parrocchiale avvertì l'esigenza di demolire la vecchia chiesa ormai pericolante e di costruirne una nuova più adatta alle necessità del paese.

La Chiesa Parrocchiale